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martedì 18 maggio 2010
MARCO GREGORETTI Tre figli da tre donne diverse
Attenzione alla società senza padri. I figli hanno bisogno della figura maschile, parla uno che ha tre figli con 3 compagne diverse, per fortuna intelligenti.
 

L’importanza di avere un padre. L’importanza di essere padre. Lo posso ben dire: se le mamme dei miei tre figli, le due dalle quali sono separato e colei con la quale vivo, non fossero tre donne intelligenti probabilmente non sarei riuscito a essere un buon papà. Va molto di moda oggi ritenere che una donna possa fare un figlio senza tener conto della figura paterna. Può anche darsi che dal punto di vista puramente bio-meccanico la procreazione possa avvenire senza una figura maschile presente lì, in quel momento. E comunque la ritengo una chance che la scienza, religiosamente intesa, offre alla coppia di fronte alle difficoltà di avere figli. Personalmente trovo deleterio poter pensare di mettere al mondo un figlio senza un papà. Le statistiche purtroppo parlano chiaro: tra la criminalità minorile è altissima la percentuale di giovani cresciuti senza padre. Dalle comunità di recupero arriva un dato simile per quel che riguarda la tossicodipendenza. Anche diversi periti consultati dai tribunali per casi di cronaca tristemente famosi, riscontrano varie forme di assenza paterna. I figli senza padre soffrono e nella vita avranno un mucchio di problemi che si manifesteranno nei rapporti, nel lavoro, nella sicurezza in se stessi, nell’aggressività: stare sempre attaccati alla gonna della mamma fa sicuramente male. Ai maschi, e alle femmine. E poi c’è la sofferenza dei padri esclusi, dileggiati, fatti fuori, nel caso di separazioni e divorzi, da leggi troppo mammiste che, elaborate con senso “femminista”, in realtà sono paradossalmente antifemministe perché continuano a considerare la donna più debole dell’uomo. Se posso citare un dato autobiografico: i miei tre figli stanno venendo su bene. Forse anche perché sto riuscendo con la complicità, dell’intelligenza delle loro mamme, a farli crescere con un papà presente sempre in tutte le sue funzioni. Di affetto, di disponibilità all’ascolto, di regolatore, di contenitore di valori, di esempio, ma anche di cambiatore di pannolini, di cuoco, di lavatore di piatti, di correttore di compiti, di maestro di sci. E soprattutto di uomo rispettoso delle donne. Il più grande, 23 anni, mi sta facendo capire che tutto ciò gli è stato, gli è e gli sarà molto utile.


Quanto è importante un padre presente? Ma ci sono molti uomini, come Marco, disposti a fare i padri a tutto tondo? Pensate che se una donna non fa figli è perché non trova uno di questi padri?

Marco Gregoretti


63 Commenti - Commenta
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Commenti
Speriamo che almeno la terza tenga...
Anonimo
Rispondi
ahahahahah ma dove lo ha trovato il tempo per destreggiarsi tra tre famiglie?
Anonimo
Rispondi
In realtà la mia famiglia, signor Anonimo, è una ed è composta da me, dai miei figli e dalla mia compagna. E non dalle ex: sarei presuntuoso e irriguardoso anche nei loro confronti che si sono o risposate o ricalibrate in altre storie. Io sono convinto che quelle ex mogli che fanno le amiche delle nuove partner degli ex mariti o le sportive che "si va tutti in vacanza insieme", in realtà ambiscono solo a mantenere un perenne controllo sulla vita degli altri. Forse perché hanno poco dalle loro.
Marco Gregoretti
Rispondi
Oddio, speriamo che le femministe non si arrabbino con lei per questo sofisticato nettare di saggezza. A beh, è anonimo, quindi non la beccano.
Marco Gregoretti
Rispondi
La seconda risposta è a chi ha gentilmente auspicato che "la terza tenga"
Marco Gregoretti
Rispondi
anonimo non è che lei è un po' invidioso; si palesi io le posso dire che conosco Marco e che é davvero un buon papà anche se diviso in tre come dice il buon Woody basta che funzioni
mla
Rispondi
Grazie Mla. Leggere che tu scrivi che sono un buon papà, beh, mi fa proprio piacere. Comunque capisco la sorpresa di Anonimo di fronte alla apparente complicazione del dividersi in tre. In realtà ci sono cose più semplici da fare che da spiegare. Una cosa posso dire: il mio ruolo di pluripapà non è stressante
Marco Gregoretti
Rispondi
Buondi' ! Fermo restando che le critiche le preferisco non anonime, chiedo al sig. M.G.: "cos'è tutta questa voglia di proporre la Sua storia" ? Cordiali saluti.
Anny
Rispondi
In realtà non mi sembra che fino ad ora siano arrivate vere e proprie critiche al cuore di quello che ho scritto: crescere senza papà è difficile e provoca guai. E a me piacerebbe semmai discutere di questo. Alla questione che pone lei rispondo che la "mia storia" era il primo esempio e meglio documentato che avevo sottomano per dare un senso concreto a quanto stavo scrivendo.
M.G.
Rispondi
Grazie per la precisazione, penso che la critica debba fermarsi quando si arriva "al cuore" delle questioni, essendo per me "territorio incalpestabile e sacro". Sulla discussione mi cimenterei volentieri se avessi meno pregiudizi, ma è il mio limite.
Anny
Rispondi
Anny anche i pregiudizi hanno la loro sacralità perché spesso derivano da esperienze personali di sofferenza. Però sarebbe bello inventare una nuova parola: post-giudizi. Il prima e il dopo. Che ne pensa? È possibile? Ci si può provare?
M.G.
Rispondi
AncamaliIl papà è una figura fondamentale per la crescita e lo sviluppo dei figli.E meritano che sia riconosciuto loro. Una donna non fa figli per diverse ragioni: perché non può(forse perché sterile),perché non ne vuole, perché non è in coppia con un uomo, perché non ha soldi, perché è presa da altre priorità, ... Un padre presente è FONDAMENTALE!!!! Un saluto
Ancamali
Rispondi
Vorrei porre questa domanda a chi segue questo dialogo a più voci: perché a volte si dice papà e altre volte si dice padre?
M.G.
Rispondi
Ancamalipapà è più familiare, affettuoso, intimo. Padre forse è relativo alla figura genitoriale più istituzionale. "Padre" probabilmente rappresenta quella figura "simbolo" che per il bambino è il "ponte" verso il mondo esterno. Il mio papà...lo chiamo sempre babbo, io. :-)))
Ancamali
Rispondi
Vero, dimenticavo la variante babbo, che, però, mi pare abbia radici toscane... Sì anche secondo me papà è l'affetto e padre la guida. Che poi spesso coincidono.
M.G.
Rispondi
I preguidizi per me sono piccoli muri di Berlino nella ns.testa, cadono solamente quando la spinta di idee diverse dalle ns. ci aiuta a riflettere. Penso sia un processo lungo, dubito delle "illuminazioni" che possono nuovamente spegnersi; richiedono contiguità, amicizia, disponibilità, realtà impossibili per un blog, (ed ecco un altro pregiudizio). Segue...
Anny
Rispondi
Però rilancio : temo la confusione, il caos, l'entropia di coppia, principalmente per le ripercussioni sulla prole. Come si concilia questo con la sua esperienza? Non è in discussione il vostro ruolo genitoriale che può essere svolto in modo egregio, bensì il modello che viene proposto ed in una certa maniera imposto ai minori e che, ne converrà, è molto originale.
Anny
Rispondi
Lina SotisMarco oltre ad essere un buon padre è un bravissimo giornalista e ha raccontato la sua storia come fatto di costume. Inutile dire che è anche un signore affascinante.
Lina Sotis
Rispondi
L'uomo moderno è l'uomo che ha escluso il padre dalla propria vita (si pensi alla psicoanalisi di Freud, fondata sull'uccisione del padre), ed è per questo alla continua ricerca del padre.
Giulio
Rispondi
Anny, non so se sia originale, certo mostra aspetti complessi. Ma, le assicuro, è molto più facile fare che dire. In effetti le ripercussioni sulla prole sono una delle mie principali preoccupazioni paterne. E allora penso che la chiave di volta sia l'assunzione delle proprie responsabilità. Sia che si decida di non separarsi sia che ci si separi
Anonimo
Rispondi
Scusi Anny, avevo dimenticato di firmare... Anny, non so se sia originale, certo mostra aspetti complessi. Ma, le assicuro, è molto più facile fare che dire. In effetti le ripercussioni sulla prole sono una delle mie principali preoccupazioni paterne. E allora penso che la chiave di volta sia l'assunzione delle proprie responsabilità. Sia che si decida di non separarsi sia che ci si separi
Marco Gregoretti
Rispondi
Grazie Lina per la giusta puntualizzazione e per i bei complimenti
Marco
Rispondi
L'assunzione di responsabilità, la davo per certa e mi sembra quasi banale parlarne. E' sul modello che vorrei, se lo ritiene, qualche chiarimento, fermo restando che si cresce comunque, anche per resilienza. La saluto con curiosità e simpatia.
Anny
Rispondi
Lo so, Anny è originale. Ma poi neanche tanto. Il modello che mi sforzo di proporre, le sembrerà paradossale, è assolutamente semplice-tradizionale: genitori, fratelli e sorelle. Con in più una complessità che può diventare chance: la crescita della tolleranza. Nelle arti marziali si dice che un momento di debolezza può diventare una grande forza. Questa è la mia tensione. Non so se ci riesco. Ma ci provo
Marco Gregoretti
Rispondi
camomillaio non ho avuto un padre presente,e gli effetti collaterali da lei individuati si sono visti in particolare con me,più che con le mie sorelle.però non credo che riuscirei a sopportare di essere figlia in una famiglia articolata come la sua. mi troverei figlia di un padre che ha altri figli(miei fratellastri)non fratelli fra loro,e magari anche dei fratellastri da parte di mamma e dei fratellastri dei miei fratellastri(da parte delle loro madri)..
camomilla
Rispondi
camomilla..che loro considererebbero come fratelli e per me non sarebbero nemmeno parenti. la famiglia numerosa può essere bella,aiuta a crescere,a essere tolleranti e un sacco di cose..ma secondo me il rapporto che si ha con i fratelli e i fratellastri è qualcosa di troppo speciale per rimanere confuso da così tante interazioni. apprezzo il fatto che lei voglia essere un padre presente e amorevole...
camomilla
Rispondi
camomilla...ma come mio limite penso che un modello di famiglia come il suo sarebbe meglio che rimanesse un caso speciale.non vorrei sembrare presuntuosa,davvero,non vi conosco nemmeno,magari siete tutti felicissimi. parlo solo per me. pensi che mi darebbe fastidio anche avere dei fratelli con più di 12 anni di differenza con me..mi sembrerebbero quasi figli,o cugini..e insomma poi magari i nipoti e i figli hanno la stessa età..so che i sentimenti non vanno teorizzati..ma che confusione!
camomilla
Rispondi
Il suo è un ragionamento sensato. Però su una cosa si sbaglia: i miei figli sono fratelli hanno mamme diverse ma lo stesso papà. Quindi non sono fratellastri. Che poi è un bruttissimo termine, mi perdoni. Fratellastri sono quelli che non hanno ne la stessa mamma ne lo stesso papà. Per esempio la figlia della mia compagna con uno dei miei figli avuti da precedenti matrimoni. Ma per mia figlia la figlia di Fabrizia è sua sorella. Più semplice da vivere che da spiegare.
Anonimo
Rispondi
camomillacapisco.bè,fila proprio tutto liscio allora:merito senza dubbio suo e anche di ognuno dei suoi figli. mi scuso per il termine "fratellastro" (con il quale intendevo quando si ha un solo genitore in comune)suona molto male ma non lo intendevo in senso dispregiativo..io ho una sorellastra ma la mia famiglia non è andata bene come la vostra,purtroppo non la vedo mai.
camomilla
Rispondi
camomillacomunque secondo la mia visione bacchettona è un bene che i figli siano 3,un bel numero che fa compagnia ma non è un allevamento di polli..per dire,a me una famiglia con 8 figli,al giorno d'oggi,non parrebbe un idillio per il senso di famiglia.a volte si ha bisogno anche di "sottoinsiemi" stretti di affetti(che non vuol dire essere figli unici-condizione che non invidio affatto) per sentirsi sicuri,a casa.
camomilla
Rispondi
camomillatre figli deve essere una gioia,tutti collaborano e lei è così convinto che non posso che crederle:la sua è una storia interessante. mille auguri di continuare così! :)
camomilla
Rispondi
Grazie Camomilla. Sì sono convinto, ma non con i paraocchi. Quello che sto cercando di vivere e di contribuire a far vivere è l'inizio di un percorso al quale sono arrivato attraverso mille dolori e sofferenze. E credo che non sia finita qui. Ma, come qualcuno mi sugggerì, ho cercato di farmi attraversare dal dolore. Per costruire meglio. Spero proprio di riuscirci. Io ce la metto tutta
Marco Gregoretti
Rispondi
Ho cercato sul vocabolario : fratellastro chi ha in comune solo il padre o la madre; cristianamente parlando però siamo o dovremmo essere "tutti fratelli", quindi che i suoi figli siano anche "fratelli" ci sta.Non penso comunque ad una situazione di debolezza della sua famiglia perchè sono certa che Lei stia facendo del suo meglio per la riuscita segue...
Anny
Rispondi
del vs.progetto, piuttosto ad uno stato di "confusione" per la sensibilità dei più giovani. Però, come Le ho detto, sono un po' limitata di vedute. Ha mai pensato di raccontare in un libro questa avventura che state vivendo ? segue...
Anny
Rispondi
Magari potrebbe essere un coro a più voci con tutti i suoi cari, e ci permetterebbe di conoscervi anche nelle vs. difficoltà. Un progetto comune da riprendere tra qualche anno con gli aggiornamenti che la Vita provvederà a donarvi. Vi seguirei con interesse e chissà che qualche muro non si sgretoli un po' !
Anny, ciaoooo!!!!!
Rispondi
L'idea del libro è interessante. Però non penso di essere così importante da scrivere addirttura un libro su me stesso e sui miei affetti. E poi, le sembrerà strano, sono un po' timido. Comunque ci penso su: magari cade il muro della timidezza
MG
Rispondi
Forse Lei non è importante, ma la sua storia sì ! Inizi a fare delle bozze, raccolga materiale, parole in libertà, mugugni...vedrà, si scriverà quasi da solo. Ci tenga informati!
Anny, ciaoooo!!!!!
Rispondi
Anny, sto pensando seriamente al suo consiglio. In effetti...
MG
Rispondi
Visto i guasti della famiglia, non solo allargata: e se si ripensassero i collegi di un tempo? Si fanno crescere i ragazzi lontani da casa per non far assorbire loro aria talvolta insana.
Marco
Rispondi
Il Marco che ha scritto prima (io) non c'entra nulla col giornalista.
Marco non giornalista
Rispondi
Io in collegio ci sono stato cinque anni: due a Bolpona, pessimi, tre a Perugia, fantastici. Ma non perché l'aria a casa mia fosse insana, anzi. Più che altro e perché ero un orfano di padre un po' ribelle...
MG
Rispondi
Per MG, se le serve un correttore di bozze, avanzo la mia candidatura.
Anny,ciaoooo!!!!!
Rispondi
Mamma mia Anny, se in tre righe Bologna diventa Bologna, che cosa potrebbe succedere se scrivessi un altro libro?
MG
Rispondi
Vedi? Volevo dire se Bologna diventa Bolpona...
MG
Rispondi
Minutaglia...per questo basta una correttrice di bozze !
Anny, ciaoooo!!!!
Rispondi
Ingaggiata!
MG
Rispondi
Dotta citazione : "Oh lovely day today!" by Monica Vitti/Dramma della gelosia.
Anny, ciaoooo!!!!!
Rispondi
Splende il sole sul mondo!
MG
Rispondi
Era ora ! Buon w.e. a tutta la famiglia Gregoretti.
Anny, ciaooooo!!!!!
Rispondi
Grazie Anny, buon week-end anche a te. Sabato mattina recita della secondogenita, sabato sera visione a casa della partita con il primogenito e i suoi amici. Per la gioia del piccolino, due anni e 10 mesi. Domenica mantenimento promessa di giro in bici con il piccolo e compleanno della mamma. Nei ritagli forum con Tranquilla.it e stesura di un articolo. Non mi annoierò, questo è un dato certo
Marco
Rispondi
Più che un libro, un'idea di serial sul padre multitasking: perchè non la proponi, non é questione di timidezza, ma di audacia. La prima scena già c'é, tieni il diario di questo WE...
mla
Rispondi
6 un bravissimo papà, siete una bella famiglia, arruffata come un campo di grano e papaveri ! Io andrò in Valtellina a trovare il mio sposo, in un piccolo cimiterino in mezzo alle montagne...non sono sola, non sono triste, ho solo un grande buco-nero nel cuore.
Anny, ciaoooo a tutti!!!!!
Rispondi
Un diario... Grazie mla, un'idea molto bella. E un incoraggiamento che ci sta proprio, ma proprio bene!
MG
Rispondi
Anna, scusa se te lo dico, non vorrei sembrarti invadente, ma la tua gita d'amore in Valtellina mi ha toccato il cuore
MG
Rispondi
Lina SotisAnny, una lieve e lunga carezza di tranquilla.it ti accompagni durante tutto il viaggio.
Lina Sotis
Rispondi
Lina SotisMarco, sono le 22,30. vai subito a letto che sabato e domenica sono giornate faticose nelle quali devi sempre sorridere,sembrare felice e riposato. Un papà che sbadiglia è un colpo al cuore.
Lina Sotis
Rispondi
Grazie del buon consiglio, Lina. Ora spengo tutto e mi riposo un po' Altrimenti come faccio domani a sembrare felice e riposato?
Marco
Rispondi
Lina Sotis Ore 17. Marco sono preoccupata per la tua infernale giornata. Come va? Tieni?
Lina Sotis
Rispondi
Ho tenuto, grazie. E poi qui al fischio di fine partita si è scatenato l'inferno. Io il mio figlio grande, i suoi amici, le loro ragazze, le figlie intermedie, il piccolo, perfino la mia compagna... Tutti a urlare, non ti dico. Domani compiti
Marco
Rispondi
Grazie delle vostre tenerezze! Ora però grazie Inter, grazie Mou...ci mancherà la tua grinta, ma giura che "i piccioli" non c'entrano e che è solo il grande orgoglio del tuo cuore !
Anny, ciaooooo!!!!!
Rispondi
NontiscordardimeAnny.. ma che leggo mai.. Un bacio. Signor Gregoretti credo davvero che sia un buon padre ma credo anche che sia un buon padre fortunato e carismatico perché è riuscito a far capire ai suoi figli di essere una famiglia, però anche loro sono davvero bravi.
Nontiscordardime
Rispondi
Grazie Non ti scordardime. Mi piace essere padre dei miei figli. Spero che a loro piaccia essere miei figli
Anonimo
Rispondi
Grazie Non ti scordardime. Mi piace essere padre dei miei figli. Spero che a loro piaccia essere miei figli
Marco Gregoretti
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